LA VITAMINA C: UN ANTIOSSIDANTE NATURALE FONDAMENTALE PER L’ORGANISMO

LA VITAMINA C: UN ANTIOSSIDANTE NATURALE FONDAMENTALE PER L’ORGANISMO

Gli esseri umani sono tra i pochi mammiferi che non sono in grado di sintetizzare in modo autonomo la vitamina C ed hanno bisogno di assumerla dall’esterno con la dieta. Infatti a causa di una mutazione del tipo loss-of-function, la funzionalità dell’enzima gulonolactone ossidasi (GULO), coinvolto nel processo di sintesi epatica della vitamina C, è stata compromessa e persa nel corso dell’evoluzione umana.

Gli esseri umani quindi pur avendo quest’enzima non sono in grado di sintetizzare autonomamente la vitamina C e devono assumerla principalmente consumando frutta e verdura fresche. Pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, piselli, fragole, kiwi, papaya e agrumi in generale.

Una dieta che non garantisca un sufficiente apporto di vitamina C può condurre a seri problemi di salute, a cui possono far seguito complicazioni e malattie anche gravi, come lo scorbuto. La vitamina C è anche essenziale nell’assicurare molte funzioni corporee e un generale stato di buona salute, ha anche un ruolo importante nei processi di biosintesi del collagene e della carnitina, essenziale in gravidanza e nei processi di conversione della dopamina in noradrenalina.

Un adeguato apporto di vitamina C è infatti essenziale per la produzione delle catecolamine ovvero ormoni come l’adrenalina e la dopamina legati a cambiamenti di stato fisiologico come i cali di glicemia o la gestione dello stress e per l’assorbimento del ferro in forma non-EME.

La vitamina C è un ottimo antiossidante, protegge i tessuti da stress ossidativo e inibisce anche la formazione di nitrosamina nello stomaco, una sostanza cancerogena che si trova anche nel fumo di sigaretta e nelle materie plastiche. A livello biochimico è un donatore di elettroni, per questo è potenzialmente in grado di prevenire danni ossidativi e varie malattie connessetra cui il cancro o il diabete.

Un elevato consumo di frutta (in particolare agrumi) e verdura, porta ad una buona concentrazione di vitamina C nel sangue e nei succhi gastrici e di conseguenza è stato dimostrato avere un ruolo nell’abbassare il rischio di sviluppo di tumori del tratto gastro-intestinale.

Un articolo pubblicato su Science chiarisce l’enorme potenziale antiossidante della vitamina C. Dai risultati riportati, sembra che alte dosi di questa vitamina abbiano un forte potere inibitore nei confronti di cellule tumorali del tratto colon-rettale.

Altri studi suggeriscono che ci possa essere un nesso tra ridotta attività del Glutatione S Transferasi (GST) e livelli inferiori di Vitamina C a causa della reazione diretta con i prodotti della perossidazione lipidica. Inoltre, cambiamenti nell’attività del GST possono influire sui livelli di glutatione che potrebbero portare ad alterazioni dei livelli di Vitamina C attraverso la condivisione o il riciclaggio nelle cellule e plasma. In genere soggetti con delezioni GSTM1 e GSTT1 sono considerati ad alto rischio per l’esposizione a tossine ambientali, dato che queste due mutazioni possono predisporre il corpo a maggiore stress ossidativo.

L’assorbimento della vitamina C ha luogo a livello renale e gastro-intestinale ed il suo trasporto trans-membrana e accumulo nelle cellule e tessuti è a carico di una proteina di trasporto, SVCT, presente nelle due isoforme SVCT1 e SVCT2 codificate rispettivamente dai geni SLC23A1 e SLC23A2. Il gene SLC23A1 codifica per SVCT1, proteina coinvolta nel controllo dell’omeostasi corporea e nel regolare la concentrazione di vitamina C nel sangue e nella maggior parte dei tessuti corporei, tra cui pelle, polmoni, pancreas, fegato. Il gene SLC23A2 codifica invece per SVCT2 che regola i livelli di vitamina C in organi, in particolare il suo range d’azione include cervello, occhi, cuore e ossa.

Sono stati studiati oltre 20 polimorfismi relativamente comuni dei geni SLC23A1 e SLC23A2 per cercare di chiarire quanto questi polimorfismi influenzino i livelli di vitamina C e l’incidenza di tumori gastro-intestinali o altre patologie. Sembra che individui portatori di specifiche mutazioni in questi geni – in particolare gli individui portatori della mutazione rs33972313 nel gene SLC23A1 – abbiano livelli significativamente più bassi di vitamina C nel sangue, a prescindere da quanta ne assumano con la dieta. Di conseguenza, in media, si pensa che questi individui siano esposti ad un maggiore rischio di sviluppo di tumori gastro-intestinali.

La vitamina C sembra inoltre essere in relazione con la leucemia mieloide acuta. Quest’ultima è la tipologia di leucemia più comune fra gli adulti e rappresenta circa 1.2% delle morti per tumori negli Usa. È correlata ad anomalie epigenetiche, in particolare a mutazioni eterozigote di TET2 e di IDH.

Si è dimostrato che la vitamina C stimola l’attività di TET2 e di IDH e trattamenti a base di questa vitamina inducono una riduzione della proliferazione cellulare ed un aumento dell’espressione dei geni coinvolti nella differenziazione dei leucociti.

La vitamina C svolge un importante ruolo antiossidante anche a livello oculare.Altri studi hanno associato un altro polimorfismo del gene SLC23A2, detto anche rs1279683, con una minore concentrazione di vitamina C nel sangue e maggiore rischio di contrarre il glaucoma del tipo primario ad angolo aperto (detto anche POAG – Primary Open Angle Glaucoma) con danni progressivi o talvolta irreversibili a carico del nervo ottico.

Individui portatori di polimorfismi che compromettono il funzionamento della proteina di trasporto SVCT (ad esempio rs33972313) dovrebbero cercare di adottare una dieta molto ricca di verdure e frutta fresca per aumentare il più possibile i livelli di vitamina C. Dovrebbero inoltre prediligere anche il consumo di alimenti molto ricchi di antiossidanti, per compensare la minor attività antiossidante della vitamina C. Questa infatti non è attiva come antiossidante se non avviene un corretto assorbimento.

In generale, è chiaro che mangiare più frutta e verdura fresche quotidianamente è sempre consigliabile per chiunque, ma per i soggetti portatori di queste mutazioni potrebbe significare attuare un’autentica prevenzione per la loro salute.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *