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L’ALLERGIA AL NICHEL FRA DATI E INCERTEZZE

L’ALLERGIA AL NICHEL FRA DATI E INCERTEZZE

Il Nichel è un metallo particolarmente allergenico. Si stima che a seconda dei paesi, una percentuale fra il 4% ed il 13,1% della popolazione sia particolarmente sensibile a quest’elemento, con una diffusione maggiore fra le donne dove la percentuale sale ad una media del 10%. […]

COS’E’ LA CELIACHIA

COS’E’ LA CELIACHIA

Secondo il ministero della salute ad oggi in Italia ci sono 198.427 persone che soffrono di celiachia accertata, ed il 70% è rappresentato da donne. Non sono di certo poche, ma se pensiamo a quella che il ministero ritiene essere la reale incidenza di questo […]

ALLERGIE ED INTOLLERANZE: SAPRESTI DISTINGUERLE?

ALLERGIE ED INTOLLERANZE: SAPRESTI DISTINGUERLE?

Si parla spesso di allergia ed intolleranza alimentare: oramai su tutti gli alimenti sono indicati gli allergeni ed oltre al disturbo clinico sembra essere sempre più diffusa la “moda” alimentare del gluten-free o dell’alimentazione senza lattosio. Ma sapresti spiegare cosa sono veramente allergia ed intolleranza, e sopratutto per cosa differiscono?

L’allergia e l’intolleranza sembrerebbero molto simili a primo acchito: compaiono successivamente all’ingestione di alcuni alimenti ed hanno determinati sintomi comuni. Ma in realtà sono due fenomeni profondamente diversi.

Prendiamo l’esempio del latte: l’allergia al latte è in realtà un areazione immunologica scatenata dalle proteine contenute in esso e può portare anche a disturbi respiratori come asma o tosse, a problemi cutanei come prurito, arrossamento ed orticaria, ed ai più immediati e comuni sintomi gastro-intestinali.

L’intolleranza al latte, invece, è una mancanza dell’enzima lattasi adibito alla scissione del latte nei due zuccheri (galattosio e glucosio), e quindi un’incapacità di digerire l’alimento. I sintomi si limitano solitamente all’apparato gastro-intestinale, dove il lattosio indigeribile permane e comincia a fermentare provocando i disturbi di gonfiore, flatulenza, diarrea e simili.

Fra le allergie alimentari più diffuse vi sono quelle alla frutta secca, alla soia, alle fave, al grano, alle uova, al pesce, ai crostacei ed al latte. Le allergie alimentari possono portare anche ad uno shock anafilattico e l’’80% dei casi più gravi avviene per ingerimento di arachidi o nocciole, che sembrano essere gli alimenti che provocano le reazioni più severe e pericolose. Ciò avviene perché le proteine contenute nella frutta secca che scatenano la risposta immunologica sono particolarmente resistenti ed in grado di resistere alla digestione.

Per quanto riguarda l’allergia quindi, compare quando il nostro sistema immunitario non riconosce una determinata proteina contenuta nell’alimento e la “attacca” come farebbe con un agente patogeno.

L’intolleranza, invece, è una reazione causata dall’assenza di enzimi in grado di digerire l’alimento.

Sei sintomi di una reazione allergica compaiono tendenzialmente subito dopo aver ingerito l’alimento incriminato, sotto forma di gonfiore, prurito alla bocca, alla gola ed alle labbra, o come dolore addominale, vomito, diarrea e nausea; nel caso dell’intolleranza potrebbero impiegare ore o giorni ad emergere. Ciò rende molto complesso risalire alla causa della reazione, dato che i sintomi non sono direttamente correlabili all’assunzione dell’alimento.

L’allergia sembra inoltre avere una forte componente genetica, dato che la probabilità di soffrirne aumenta quando sono presenti dei familiari che ne soffrono: se entrambi i genitori presentano almeno un’allergia, c’è una probabilità dell’80% che la presenti anche il figlio, anche se l’allergene potrebbe essere differente e non correlato alla storia familiare. Invece nei soggetti che non hanno parentele strette che presentano questa patologia la probabilità è del 10%.

In questo caso si può parlare di quella che viene definita la “missing heritability”, ovvero l’ereditarietà mancata: la statistica indica che vi sia un fattore genetico ereditario ma ancora non sono stati compresi i meccanismi ed i loci coinvolti. Forse perché la causa è poligenetica e dovuta ad una complessità di fattori in interazione fra loro, o forse perché vi è coinvolta l’epigenetica, o semplicemente perché il fenomeno non è ancora stato adeguatamente indagato. Fatto sta che ancora non si sono compresi i motivi per cui si scatenano queste reazioni allergiche.

DERMATITE ED ALLERGIA AL NICHEL, COME IL GENE FLC AUMENTA LA SENSIBILITÀ DELLA PELLE

DERMATITE ED ALLERGIA AL NICHEL, COME IL GENE FLC AUMENTA LA SENSIBILITÀ DELLA PELLE

Le reazioni allergiche da contatto, i disturbi sistemici come orticaria, eczema, o i disturbi gastrointestinali sono abbastanza comuni nella popolazione. La dermatite atopica, ad esempio, è una infiammazione cronica della pelle molto diffusa a livello mondiale (colpisce circa il 17% dei bambini e il 9% degli […]

CELIACHIA E GLIFOSATO

CELIACHIA E GLIFOSATO

La celiachiaè una patologia da tempo conosciuta ma che solo da pochi anni a questa parte ha cominciato ad essere compresa ed adeguatamente affrontata, anche a causa del notevole aumento dei casi accertati. In Italia solo nel 2016 è stata diagnosticata a 15.569 nuovi pazienti,ben 5000 […]

ALIMENTAZIONE GLUTEN-FREE

ALIMENTAZIONE GLUTEN-FREE

La celiachia è una malattia auto-immune che costringe il soggetto che ne soffre a prestare particolarmente attenzione alla propria dieta ed agli alimenti ingeriti. Non è semplice identificare tutti i cibi che contengono glutine poiché spesso si trovano delle tracce di gliadina anche nei prodotti più insospettabili.
Vediamo quindi assieme quali sono gli alimenti a cui prestare attenzione, quali quelli assolutamente da evitare e quali invece sono sicuri per i soggetti celiaci.

  • Non tutti i cereali sono da eliminare: riso, mais, miglio, grano saraceno, quinoa, teff e sorgo sono tutti cereali senza glutine molto preziosi per la dieta poiché contengono sostanze nutritive indispensabili per l’organismo.
    Il riso ed il mais sono certamente i due prodotti più diffusi fra quelli presenti in questa lista: il primo è un alimento ad alta digeribilità, regolatore della flora intestinale e ad alto contenuto di potassio, il secondo è ricco di acido folico (conosciuto anche come vitamina B9) indispensabile per le donne in gravidanza e di vitamina B1 che ha il compito di convertire il glucosio in energia utilizzabile dall’organismo.
    Il miglio è molto utilizzato come farina per i prodotti da forno, anche se quando si acquistano biscotti o schiacciate a base di miglio è necessario porre attenzione agli altri ingredienti indicati sull’etichetta poiché in alcuni casi potrebbero essere presenti lieviti di origine differente dato che il miglio non è adatto alla panificazione.
    Il grano saraceno ha un apporto calorico simile a quello del grano duro, è quindi una valida alternativa a quest’ultimo come fonte di carboidrati, ed ha inoltre un elevato contenuto di potassio e di vitamina B2.
    La quinoa è un cereale che sta avendo sempre maggiore diffusione in Italia, ottimo per le sue proprietà nutritive ed il suo apporto calorico, contiene infatti vitamina B, vitamina E, vitamina C, fibre, magnesio, sodio e ferro, rendendolo un sostituto ideale per il grano duro.
    Il teff ed il sorgo sono meno conosciuti, ma il primo ha un apporto particolarmente alto di fibre, sali minerali e vitamine, con un basso apporto glicemico, mentre il secondo è altamente digeribile e ricco di vitamina B3 e vitamina E. (ARTICOLO SUI PRINCIPI NUTRITIVI?)
    Assolutamente da evitare sono invece frumento, orzo, segale, farro, avena, spelta, seitan, cous cous, kamut® e triticale e tutti i loro derivati.
  • La carne ed il pesce, sia fresco che congelato ma non lavorato, sono alimenti sicuri, mentre va prestata attenzione a tutti gli insaccati ed i salumi come la salsiccia, il prosciutto cotto, la bresaola etc.. (ad eccezione del prosciutto crudo), in quanto nel processo di lavorazione vengono spesso contaminati.
  • Sono privi di glutine le uova e tutti i formaggi freschi e stagionati, mentre la panna e lo yogurt vanno assunti solo se al naturale. Tutti i latticini aromatizzati, il formaggio a fette, quello spalmabile o light, numerosi dolci al cucchiaio, yogurt gusto frutta, panna vegetale o montata e besciamella contengono tracce di glutine derivate dalla lavorazione e dal processo di addensamento, bisogna quindi prestare molta attenzione alle etichette e cercare il bollino spiga barrata o gluten-free.
  • Tutta la frutta e verdura, fresca e surgelata, non sottoposta a lavorazione è assolutamente sicura, così come i legumi. Ma sono a rischio tutti i prodotti precotti che vengono spesso mescolati con altri ingredienti, ed alcuni tipi di frutta secca come i fichi che vengono infarinati per migliorarne la conservazione. Assolutamente sicura è la frutta secca a guscio come noci, nocciole, mandorle e simili.
  • Sono a rischio numerose salse e condimenti come la margarina, la maionese, il ketchup e la salsa di soia, mentre sono sicuri il burro e gli olii vegetali. A rischio inoltre confetture, marmellate, cioccolato e tutti i suoi derivati.
  • Il glutine è molto utilizzato nelle lavorazioni alimentari industriali come addensante, motivo per cui è spesso presente nei sughi pronti ed in minestroni e zuppe. Ha funzione elasticizzante poiché dona viscosità ai composti consentendo di impastarli e rendendone possibile la lievitazione, ed è quindi aggiunto spesso in prodotti da forno lievitati anche se a base di cereali che in natura non conterrebbero glutine.
  • Per quanto riguarda le bibite è assolutamente vietata la birra e tutti i succhi e bevande gassose, light o con aromi o conservanti aggiunti. Sicure invece quelle al naturale, the, tisane, e caffè non solubile, vino e prosecco.

I prodotti in commercio possono riportare il bollino “spiga barrata” se certificati dall’AIC (Associazione Italiana Celiaci) o il bollino “prodotto senza glutine” se sostitutivo dei normali prodotti da forno ma nella variante gluten-free.
Per tutti gli alimenti che non riportano queste diciture è consigliabile prestare attenzione e leggere attentamente l’etichetta, e prediligere ove possibile prodotti freschi o non lavorati per evitare alimenti che potrebbero anche solo essere contaminati con il glutine poiché prodotti in uno stabilimento che utilizza farine di altro genere.
Per maggiori informazioni rinviamo ad prontuario dell’AIC sul quale sono riportati numerosi marchi e prodotti con indicata l’eventuale presenza di glutine.

LA CELIACHIA: UNA DIAGNOSI COMPLESSA

LA CELIACHIA: UNA DIAGNOSI COMPLESSA

Gli approcci per diagnosticare la celiachia

articolo numero 2

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Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto […]

articolo numero 1

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Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.

Celiachia

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