02 novembre 2016

Se qualche mandorla non basta: varianti genetiche possono limitare l'assorbimento di magnesio.

Il magnesio (Mg) è uno ione bivalente, nutriente essenziale per la salute dell'organismo e svolge un ruolo importante in numerosi processi intracellulari, oltre ad essere elemento strutturale di molte proteine e acidi nucleici. A livello intracellulare, il magnesio partecipa come cofattore di molti enzimi (circa 300) e permette molte reazioni chimiche coinvolte nel metabolismo energetico, regola anche molti canali ionici e proteine di trasporto di membrana. A livello extracellulare, il magnesio mantiene il potenziale di membrana, in particolare di nervi e muscoli e influenza la secrezione di ormoni come il PTH. Una interessante review che illustra le varie funzioni dello ione magnesio é disponibile qui.

É importante garantire al proprio organismo il giusto apporto di magnesio adottando una dieta equilibrata che rispetti il fabbisogno medio giornaliero (di circa 300 - 360 mg di magnesio/giorno), anche e soprattutto in caso di intensa attività fisica. Buone fonti di magnesio sono la crusca di frumento (550mg di magnesio/100g) e la frutta secca, come mandorle (264 mg/100g) e anacardi (260mg/100g). Anche spinaci, bieta o carciofi cotti (circa 60-80mg/100g) hanno buone concentrazioni di magnesio. Il fabbisogno medio giornaliero in genere dipende anche dalle abitudini individuali, come l'intensità dell'attività sportiva svolta o alcune caratteristiche genetiche individuali che possono influire sull'assorbimento del magnesio. Tra le possibili cause di ipomagnesemia, ovvero bassi livelli ematici di magnesio, hanno anche ridotta assunzione con la dieta, perdite gastro-intestinali o renali o anche anomalie nell'assorbimento.

Il magnesio é coinvolto in molti processi che influiscono sulle funzioni muscolari come ossigenazione, produzione di energia o equilibrio elettrolitico. Durante l'attività fisica, il magnesio viene ridistribuito per assecondare le necessità metaboliche dei vari tessuti. Carenze di magnesio possono compromettere l'attività sportiva, ma anche il tipo di attività sportiva svolta puó portare a carenze, piú o meno temporanee, di magnesio. Svolgere un'attività sportiva molto intensa  e prolungata nel tempo sembra che diminuisca la concentrazione plasmatica di magnesio, probabilmente in relazione ad una maggiore perdita di magnesio attraverso sudore e urine. Vari studi dimostrano che carenze di magnesio possono compromettere la performance sportiva e amplificare conseguenze negative legate a sforzo fisico come lo stress ossidativo.

Il magnesio di norma é assorbito a livello intestinale e da li poi ridistribuito ai vari tessuti. Principalmente viene assorbito a livello del piccolo intestino sia per diffusione passiva sia tramite le pompe ioniche di membrana. I geni della famiglia TRPM codificano per importanti proteine di membrana, come TRPM6 e TRPM7, coinvolte nel veicolare il trasporto nella cellula di ioni come il calcio o il magnesio. Il gene TRPM7 codifica appunto per una proteina omonima (TRPM7) che rappresenta il principale costituente dei canali ionici attraverso cui avviene il passaggio del magnesio all'interno della cellula e la cui attività incide enormemente sul bilancio del magnesio. La proteina TRPM7 é una pompa ionica per ioni bivalenti, per cui sia lo ione calcio che lo ione magnesio possono uttilizzarla entrando in competizione tra loro. In condizioni di basse concentrazioni di magnesio, puó aumentare significativamente il trasporto di calcio e si puó parlare di HSH (primary Hypomagnesaemia and Secondary Hypocalcaemia). Pazienti che mostrano HSH talvolta mostrano anche varianti genetiche che compromettono l'attività di TRPM6 o TRPM7.

La variante genetica rs8042919 riguarda il gene TRPM7 e rende la proteina TRPM7 meno efficiente nel legare e trasportare il magnesio. Nel caso in cui l'analisi genetica identifichi questa variante o altre varianti che riguardino i geni TRPM e associate in letteratura ad anomalie nel trasporto del magnesio, il soggetto risulta più sensibile a disturbi legati a bassi livelli di magnesio, con possibili alterazioni della glicemia (iperglicemia) o dell'insulina (iperinsulinemia). É in generale importante garantire il raggiungimento dei livelli minimi di assunzione giornalieri e aumentare l'assunzione di magnesio in caso di attività fisica intensa.



Alcuni articoli di riferimento:

De Baaij, Jeroen HF, et al. "Magnesium in man: implications for health and disease." Physiological reviews 95.1 (2015): 1-46. http://physrev.physiology.org/content/95/1/1.abstract

Nielsen, Forrest H., and Henry C. Lukaski. "Update on the relationship between magnesium and exercise." Magnesium research 19.3 (2006): 180-189. http://www.jle.com/fr/revues/mrh/e-docs/update_on_the_relationship_between_magnesium_and_exercise_272229/article.phtml

Song, Yiqing, et al. "Common genetic variants of the ion channel transient receptor potential membrane melastatin 6 and 7 (TRPM6 and TRPM7), magnesium intake, and risk of type 2 diabetes in women." BMC medical genetics 10.1 (2009): 1.
http://bmcmedgenet.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-2350-10-4 

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